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Che poi uno non dovrebbe lamentarsi poiché c’è gente che un lavoro nemmeno ce l’ha. E che uno dovrebbe accontentarsi e ringraziare l’ethernal father che a fine mese la mesata arriva sul cc. E vabè. Signor Giohn, non ci si può lamentare. Ci sta la gente che sta peggio di noi.

Però di essere employee non mi faccio capace. Posso illudermi, ingannarmi, ma quello non sono io: è la solita strunzata della maschera che tutti noi indossiamo per poter sopravvivere in questo mondo contemporaneo e tutta una serie di strunzate appriess. Certo è che se avessi una capacità lessicale decente potrei esprimere i miei pensieri in maniera più [una parola a scelta fra le tante del mio ricco vocabolario] e meno triviale etc.etc.

- “Ma tu cosa vuoi fare nella vita?”
- “Quale vita?!?!?”

Voglio fare l’imperatore.

Tok Tok
- “Chi è ?”
- “Signora, siamo le guardie imperiali”
- “A quest’ora, e che volete, di grazia?”
- “No niente… è che ci sta un editto imperiale che dobbiamo eseguire. Che per caso tenete una scatola di bicciarielli?”
- “Si si, prego trasite trasite, non ci fate caso al bordello, ma quell i bambini piccoli, sapete com’è”
- “Non vi preoccupate signò, tant mo abbicciamm tutt cos per volontà dell’Imperatore”
- “A si ? prego fate, fate pure”

Perchè la gente porta rispetto per l’imperatore, mica è n’employee qualunque.

Allora signor Jhion, bisogna emigrare. Perchè altrove c’è la meritocrazia, mica come qua che vanno avanti solo quelli con le amicizie e le coscia seria.
Sicuro. Stann aspettan a me, altrove. E poi quali meriti ?!?

Anyway, anyhow, 256 parole inutili. Una ad una inzippate su 8 bit. E che vuò fa.

Tutto scorre signor John.Ma non è detto che scorra nella direzione esatta.Tutto scorre a testa di cazzo signor John. Si rimbalza sui bordi,  particelle, moti browniani e situazioni di energie cinetiche. E poi quello stronzo che ha scritto un libro per riappropriarsi della propria vita: entusiasmo iniziale, ma poi ci è riuscito.

Progetti: andare a Parigi. Andare. Parigi. L’altrove. Un Altrove. Have a nice trip, col cuore. Nel cuore.

Non so cosa succede in Francia, ma potrei dire lo stesso della Germania.

L’attesa. Il loop che domani poi finisce, che domani poi si aggiusta, che domani poi. Poi. Che modo di scrivere è questo signor John ? I punti e le virgole. Ornamenti ?

Dieci ore, mozziconi di sigarette e voglia di fuggire, e quello stronzo che ha scritto un libro per riappropriarsi della propria vita e che sogna l’isola tropicale con due modelle  bisex che se la spassano e che se lo spassano. Un quadro di Guaguin con un po di porno dentro: la spiaggia, il mare,il sole e le due slut, e quello stronzo che ha scritto un libro per riappropriarsi della propria vita.

Domani è venerdi. Week-end: fuck you. Lunedi, martedi, mercoledi… week-end:fuck you still. It’s friday! i’m in love!

Voglio scrivere claim, plot e svariare coi pack-shot. Anzi, non voglio fare un cazzo. E toccare il fondo, proprio come quello stronzo che ha scritto un libro per riappropriarsi della propria vita.  La costruzione di una distruzione, Jaromil, la morte di un poeta e tutto il resto.

Non cercare di avvicinarti troppo, sono negativo. Negativissimo.

Hai visto qualcosa. Qualcosa di nuovo e familiare, appena al di la della superficie.

Le gambe, signor John, non vanno… i pensieri signor Johhoohn, i pensieri …

E di nuovo quella voce, stridula, strascicata ed imbecille. Ma siamo il frutto di secoli di evoluzione, signor John, devo aspettare che sparisca, non posso farla fuori.

Signor John, io e Mr.Brown:  dieci anni fa. Oggi impiegati del cazzo, ufficio/sacrificio, salario/orario. Più soldi per coltivare il nulla ( e si Mr.Foot lo so che questo atteggiamento non mi porterà da nessuna parte ). Meno tempo per bere e zero per drogarsi. Il chiavare è un discorso a parte.

User-agent: common life, disallow quello che ti pare. Tanto io non ci passo comunque.

Signor John, non sento più le ciglia, signor Johoohn! Troppa televisione signor John, poco pallone signor gioonh. Io e Mr.Brown: bestemmie, sui mezzi di trasporto privati e pubblici.

Dove si va da qui ?

Benissimo.

Un giorno il signor John, passeggiando per i laboratori del National Institute of Mental Health, vide una vasca utilizzata  durante la seconda guerra mondiale  per lo studio sui sommozzatori e decise di riempirla  di una soluzione ipersatura di solfato di magnesio.

Il signor John sapeva che la soluzione ipersatura di MgSO4 lo avrebbe fatto galleggiare  anche su soli 20 centimetri di acqua e che la temperatura costante di  34,8 °C avrebbe contribuito ad annullare la sensazione tattile su tutto il suo corpo. Ovviamente si immerse nella vasca: normalmente se riempi una vasca  ti ci immergi.

In posizione verticale e nella completa oscurità – ottenuta indossando una maschera che copriva tutto il volto e tutta la testa, e con un tubo che fuoriusciva all’altezza della bocca per consentire la respirazione – il signor John pensò bene di isolare la vasca anche dai rumori esterni.

Passò dalla posizione verticale a quella orizzontale, trascorrendo diverse ore di seguito galleggiando nell’oscurità, nel silenzio e nell’assenza di gravità per scoprire se il cervello in assenza di stimoli avesse continuato a funzionare:  funzionava, emettendo ad un certo punto raggi tetha in quantità considerevole.

Signor John, signor john… galleggiare, signor johhhn… al buio… signor johhhhhn… soluzione ipersatura, signor joohnn…