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Che poi uno non dovrebbe lamentarsi poiché c’è gente che un lavoro nemmeno ce l’ha. E che uno dovrebbe accontentarsi e ringraziare l’ethernal father che a fine mese la mesata arriva sul cc. E vabè. Signor Giohn, non ci si può lamentare. Ci sta la gente che sta peggio di noi.

Però di essere employee non mi faccio capace. Posso illudermi, ingannarmi, ma quello non sono io: è la solita strunzata della maschera che tutti noi indossiamo per poter sopravvivere in questo mondo contemporaneo e tutta una serie di strunzate appriess. Certo è che se avessi una capacità lessicale decente potrei esprimere i miei pensieri in maniera più [una parola a scelta fra le tante del mio ricco vocabolario] e meno triviale etc.etc.

- “Ma tu cosa vuoi fare nella vita?”
- “Quale vita?!?!?”

Voglio fare l’imperatore.

Tok Tok
- “Chi è ?”
- “Signora, siamo le guardie imperiali”
- “A quest’ora, e che volete, di grazia?”
- “No niente… è che ci sta un editto imperiale che dobbiamo eseguire. Che per caso tenete una scatola di bicciarielli?”
- “Si si, prego trasite trasite, non ci fate caso al bordello, ma quell i bambini piccoli, sapete com’è”
- “Non vi preoccupate signò, tant mo abbicciamm tutt cos per volontà dell’Imperatore”
- “A si ? prego fate, fate pure”

Perchè la gente porta rispetto per l’imperatore, mica è n’employee qualunque.

Allora signor Jhion, bisogna emigrare. Perchè altrove c’è la meritocrazia, mica come qua che vanno avanti solo quelli con le amicizie e le coscia seria.
Sicuro. Stann aspettan a me, altrove. E poi quali meriti ?!?

Anyway, anyhow, 256 parole inutili. Una ad una inzippate su 8 bit. E che vuò fa.

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